Piero Calamandrei

Giurista e professore universitario, nel 1925 aderisce al Manifesto degli intellettuali antifascisti e collabora con la testata «Non Mollare» insieme a Gaetano Salvemini, Ernesto Rossi, Carlo e Nello Rosselli. Durante il Ventennio fu uno dei pochissimi professori e avvocati che non chiese la tessera del Partito nazionale fascista, continuando sempre a far parte di una rete di opposizione al regime. Nel 1941 aderisce al movimento Giustizia e Libertà e un anno dopo è tra i fondatori del Partito d’Azione. Nel 1945 è nominato membro della Consulta nazionale e nel 1946 è eletto all’Assemblea costituente. Nell’aprile del 1945 fonda il mensile «Il Ponte». Tra le sue opere principali Elogio dei giudici scritto da un avvocato, Uomini e città della Resistenza, Inventario della casa di campagna, Fede nel diritto.

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