Amiche devote

Amiche devote

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Amicizia o sfruttamento? Amore o possessività? Un'ambigua relazione tra due donne negli anni Venti.

Jessica e Jane hanno vissuto insieme per sei mesi e sono amiche devote: ma lo sono davvero? Jessica ama l'amica con la cattiveria della possessività assoluta; Jane è ricca, sciocca e beve troppo. L'amico comune Sylvester le osserva e, per quanto si dispiaccia che Jane debba essere "amata e maltrattata e magari assassinata da quella orrenda Jessica", decide che non sono affari suoi. Al contrario, quando il gentiluomo irlandese George Playfair incontra Jane, la pensa diversamente e convince la giovane ad andare in Irlanda accompagnata da una Jessica riluttante -, dove inizia la lotta per conquistare la sua devozione. Eccoci quindi nel mondo tanto caro all'autrice, e sotto l'occhio un po' cinico del sofisticato Sylvester assistiamo a una girandola di relazioni e di lotte di potere, dove quasi niente finisce bene. Autrice di prim'ordine, Molly Keane è abile nel creare i personaggi e capire cosa c'è sotto la superficie dei comportamenti e questo, unitamente al suo spirito affilato, l'ha resa unica nel catturare il vischioso snobismo e il raffinato razzismo delle grandi casate irlandesi degli anni venti e trenta.

Dettagli libro

  • Editore

  • Lingua

    Italiano
  • Lingua originale

    Inglese
  • Data di pubblicazione

  • Numero di pagine

    256
  • Argomento

  • Collana

Sull'autore

Molly Keane

Molly Keane (1904-1996) nacque in una famiglia protestante irlandese, appartenente al ceto della nobiltà rurale, sempre più immiserito dalla creazione nel 1921 dello Stato Libero d’Irlanda. Ignorata dai genitori e contornata da un ambiente in cui leggere era considerato sconveniente, era a sua volta incolta, se non per una forte ammirazione per Shakespeare e Jane Austen. “Cominciai a scrivere perché a 17 anni il medico disse che c’era la possibilità che avessi la tubercolosi e dovevo stare a letto. Non c’era proprio niente da fare, nessuno mi prestava attenzione e quindi mi misi a scrivere.” Non volendo che i suoi amici sapessero che scriveva, utilizzò tra il 1928 e il 1961 uno pseudonimo: M.J. Farrell. Nel 1961 morì all’improvviso l’amatissimo marito e per vent’anni fu il silenzio. Poi nel 1981 pubblicò con il proprio nome Le buone maniere, finalista al Booker Prize, cui seguirono altri due romanzi.

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