La società eccitata Filosofia della sensazione

La società eccitata

Filosofia della sensazione

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Alla fine, ecco il sensazionale. Dovrebbe essere raro, oltre che sconvolgente. Ma quell'emozione che fa sobbalzare, quel fremito che magnetizza, quell'eccitamento da clamore non costituiscono l'oltranza che, ogni tanto, viene a sovvertire il nostro pacato assetto percettivo. Sono la dismisura a cui noi, esseri umani senzienti, siamo ormai assuefatti. Se tutto il visibile e tutto l'udibile alimentano il notiziabile, e la logica stessa dell'informazione impone di impressionare per mezzo di stimoli sempre più forti, la soglia di ciò che eccita il nostro sensorio non smetterà di spostarsi in avanti. L'eccitabilità assurge dunque a decisivo imperativo sociale, motore di un'industria sia dell'immateriale sia delle merci. Da tempo il sensazionalismo, con il nuovo regime antropologico che ha configurato, è oggetto di riflessione per studiosi della società e filosofi, nonché terreno di elezione per moralisti in vena di astinenza mediatica e ascetismo emotivo. Soltanto Christoph Türcke però ha saputo ricostruirne il significato, rovesciando il punto di vista da cui finora lo si è preso in esame. Dal suo saggio illuminante apprendiamo che tra l'odierno «far sensazione», ossia destare scalpore, e la sensazione intesa quale atto del percepire - al centro del pensiero moderno - esiste una consustanzialità, e non lo scarto che immagina con sussiego il discorso filosoficamente ben temperato. Il sensazionale, lungi dall'essere l'estrema e perversa propaggine della sensazione, ne è l'archetipo, il «nucleo incandescente di ogni percezione e conoscenza» attraverso il quale Türcke alza il velo sull'arcaico dell'ultramodernità.

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Sull'autore

Christoph Türcke

Christoph Türcke insegna Filosofia alla Hochschule für Grafik und Buchkunst di Lipsia. Tra i suoi saggi: Vermittlung als Gott. Metaphysische Grillen und theologische Mucken didaktisierter Wissenschaft (1986), Der tolle Mensch. Nietzsche und der Wahnsinn der Vernunft (1989), Zum ideologiekritischen Potential der Theologie. Konsequenzen einer materialistischen Paulus-Interpretation (1990), Kassensturz. Zur Lage der Theologie (1992), Religionswende. Eine Dogmatik in Bruckstücken (1995), Vom Kainszeichen zum genetischen Code. Kritische Theorie der Schrift (2005), Heimat. Eine Rehabilitierung (2006) e Philosophie des Traums (2008). Ha curato, con Gerhard Bolte, Unkritische Theorie. Gegen Habermas (1989). In traduzione italiana: Violenza e tabù. Percorsi filosofici di confine (1991) e Sesso e spirito. La filosofia nella guerra tra i sessi (1995).

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