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Molti hanno parlato del Cavour grande statista, pochi del Cavour uomo. Del «grande tessitore» dell'Unità d'Italia, artefice di un capolavoro diplomatico che solo qualche anno prima sarebbe stato inimmaginabile, Piero Ottone traccia un ritratto politico-esistenziale agile ma esaustivo (con qualche amaro confronto con la realtà odierna). Ne sonda il temperamento freddo e risoluto ma animato da grande passione, ne esplora gli affetti, il rapporto con il padre, e gli umori (era un ciclotimico sempre in bilico tra euforia e depressione). Racconta gli amori avventurosi e complicati di un uomo al tempo stesso romantico e libertino. Insieme cordiale e sgradevole, affascinante e collerico, Cavour era soprattutto un uomo d'azione che agiva secondo le circostanze. Sono gli eventi, più che gli ideali, a ispirare i politici di razza, e nella sua folgorante ascesa pubblica lui fu senz'altro un uomo che visse la politica come arte del possibile. Spirito autenticamente liberale, amava il juste milieu, il giusto mezzo. L'unificazione della penisola non fu il sogno della sua vita: divenne un obiettivo quando si presentò l'occasione per conseguirla. In verità, come afferma Ottone, egli «fece politica, in primo luogo, per trovare se stesso».

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Sull'autore

Piero Ottone

PIERO OTTONE, nato a Genova nel 1924, ha diretto Il Secolo XIX e il Corriere della Sera. Con Longanesi ha pubblicato: Giornale di bordo (1982), Le regole del gioco (1984), Il gioco dei potenti (1985), Il buon giornale (1987; TEA 1990), Affari & morale (1988), L’aliseo portoghese (1989), La guerra della Rosa (1990 e 2009), Naufragio (1993), Preghiera o bordello (1996; TEA 1998), Saremo colonia? (1997), Vizi & virtù (1998, TEA 2000), Il grande gioco (2000), Piccola filosofia di un grande amore: la vela (2001), Gianni Agnelli visto da vicino (2003, TEA 2005), Memorie di un vecchio felice (2005), Italia mia (2009), Cavour. Storia pubblica e privata di un politico spregiudicato (2011).

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