Compassione Storia di un sentimento

Compassione

Storia di un sentimento

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«Pietà mi giunse, e fui quasi smarrito». La pena e il turbamento che assalgono Dante davanti all’apparizione infernale degli amanti, dannati in eterno, pulsano in ogni moto di compassione. Al cospetto del dolore altrui, si instaura una prossimità che è risonanza empatica, percezione – e cognizione – della comune appartenenza al fragile dominio del senziente, umano e animale. Sono lampi di fraternità di cui la letteratura universale restituisce il più sottile riverbero, o compianti ai quali le arti figurative prestano gesti e posture. Ma sulla natura virtuosa del com-patire non tutti concordano. Eccepiscono perlopiù i filosofi, insospettiti dal compiacimento della misericordia, o inclini a catalogarla tra le passioni deboli, oppure persuasi che certe forme di magnanimità caritatevole si riducano a surrogati ipocriti della giustizia sociale. Della compassione Antonio Prete segue i tragitti diretti e obliqui, esplora le ambiguità, rilegge le mitografie, in un saggio che è una vera e propria perizia di questo sentimento, condotta con l’infinita discrezione di chi sa lasciare la parola agli autori che studia da una vita, Baudelaire e Leopardi, accordandola magnificamente alla sinfonia delle altre voci.

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Sull'autore

Antonio Prete

Antonio Prete ha insegnato Letterature comparate all’Università di Siena e, da ultimo, alla Scuola Superiore Galileiana di Padova. Ha tenuto corsi e seminari presso istituzioni e atenei di altri Paesi, tra cui la Harvard University, il Collège de France e l’Università di Salamanca. Saggista, narratore, poeta e traduttore, ha fondato e diretto la rivista «Il gallo silvestre» (1989-2004). Tra i saggi: Il pensiero poetante. Saggio su Leopardi (1980), Nostalgia. Storia di un sentimento (1992), Il deserto e il fiore. Leggendo Leopardi (2004), I fiori di Baudelaire. L’infinito nelle strade (2007) e Meditazioni sul poetico (2013). Le prose narrative più recenti: L’imperfezione della luna (2000), Trenta gradi all’ombra (2004) e L’ordine animale delle cose (2008). Le ultime raccolte poetiche: Menhir (2007) e Se la pietra fiorisce (2012). Traduttore di Baudelaire (I fiori del male, 2003), Mallarmé, Rilke, Valéry, Celan, Jabès, Machado, Bonnefoy, ha raccolto molte delle sue traduzioni poetiche in L’ospitalità della lingua (2014). Presso Bollati Boringhieri sono usciti Trattato della lontananza (2008), All’ombra dell’altra lingua. Per una poetica della traduzione (2011) e Il cielo nascosto. Grammatica dell’interiorità (2016), vincitore del Premio Mondello.

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