Dalla parte del torto Per la sinistra che non c'è

Dalla parte del torto

Per la sinistra che non c'è

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«Da un pezzo me ne sono accorto. / La ragione è sempre / dalla parte del torto» ha scritto Giorgio Caproni.
Ebbene, non possiamo aspettare: è questo il tempo per ricostruire dalla parte nostra.
Dalla parte del torto. Non abbiamo ancora una parola migliore di “sinistra” per indicarla, questa nostra parte.
Quella per cui parteggiare, per cui essere partigiani. La parte nostra: quella della giustizia.
Tomaso Montanari
 
Il pamphlet rivolto al partito che non vota e a tutti quelli che “non ci stanno”
di uno degli artefici della vittoria del No al referendum sulla Costituzione.
Per invertire la rotta e ritrovare le ragioni di credere e di lottare
per un mondo più giusto.
 
«Non possiamo continuare a vivere così.»
È il paradosso della nostra epoca: non si può non essere contro se si ama davvero la vita. Quanto più grande è il nostro amore per gli uomini e per le cose belle di questo mondo, tanto più grande è il desiderio di cambiarlo, il mondo. Perché questo «sistema sociale ed economico» non è più compatibile con i di­ritti umani. Con l’esistenza stessa dell’uomo su questo pianeta.
Ci vuole il coraggio di vederlo, e di dirlo. Un coraggio che avevamo, e che abbiamo per­duto quando ci siamo fatti convincere che diventare adulti significa accettare il mondo così com’è.
 
Il piccolo libro che state per leggere è l’invi­to a una ribellione intellettuale ed emotiva: un invito a liberare la parte di noi che è ri­masta fedele alle aspirazioni, alle convinzio­ni, all’etica di quando eravamo bambini.
L’obiettivo di una sinistra che voglia cam­biare il mondo non è il potere sulla società, ma il potere nella società: il potere, dato a tutte e tutti, di salvare la propria vita dal do­minio del mercato. Il potere nei luoghi di lavoro, nelle lotte per le donne, per la difesa dell’ambiente, il potere della conoscenza e del pensiero critico aperto a tutti.

Dettagli libro

Sull'autore

Tomaso Montanari

Tomaso Montanari (Firenze, 1971) ha studiato alla Normale di Pisa. È ordinario di Storia dell’arte moderna presso l’Università per Stranieri di Siena, dopo aver insegnato a Roma Tor Vergata e alla Federico II di Napoli.
Scrive su «il Fatto Quotidiano», «il venerdì di Repubblica», «Altreconomia», MicroMega». Ha curato trasmissioni televisive per Rai 5 e per Loft. Ha ricevuto il Premio Bassani di Italia Nostra per il giornalismo in difesa del patrimonio culturale e per la stessa ragione è stato nominato commendatore dal presidente della Repubblica. È stato presidente di Libertà e Giustizia.
È sua la voce più radicale che in questi anni si è levata contro l’asservimento del patrimonio culturale alla logica del mercato e della disumanizzazione. La sua battaglia per la cultura e l’ambiente è una battaglia per il pieno sviluppo della persona umana, per l’attuazione del rivoluzionario progetto della nostra Costituzione. Una voce a sinistra: in direzione ostinata e contraria.
Tra i suoi libri: L’ora d’arte (Einaudi 2019); Costituzione italiana. Articolo 9 (Carocci 2018); Cassandra muta. Intellettuali e potere nell’Italia senza verità (Edizioni Gruppo Abele 2017); La libertà di Bernini. La sovranità dell’artista e le regole del potere (Einaudi 2016); Privati del patrimonio (Einaudi 2015); Le pietre e il popolo. Restituire ai cittadini l’arte e la storia delle città italiane (minimum fax 2013); A cosa serve Michelangelo? (Einaudi 2011).

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