Il ritorno del naufrago

Il ritorno del naufrago

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UN CASO LETTERARIO SORPRENDENTE E AVVINCENTE, VINCITORE DEL PREMIO GONCOURT. Metà del diciannovesimo secolo: Narcisse Pelletier, un giovane marinaio francese, viene dato per disperso e abbandonato su una costa inesplorata dell’Australia, dove era approdato insieme ad altri marinai alla ricerca di acqua dolce su una scialuppa calata da una goletta. Diciassette anni più tardi, un veliero inglese di passaggio in quei luoghi scorge fra gli indigeni un uomo bianco. Nudo, tatuato, caccia e si comporta come loro. Ha perduto l’uso della lingua francese e ha dimenticato il suo nome. Che cosa è successo in questi diciassette anni? Che esperienze ha avuto, come è sopravvissuto Narcisse? Sono le domande che si pone Octave de Vallombrun a cui Narcisse viene affidato, geografo e studioso, ma soprattutto uomo sensibile e privo di pregiudizi che dapprima incuriosito da quello che ritiene un oggetto di studio, sviluppa con il marinaio una profonda amicizia basata su una comprensione che va oltre ogni forma e convenzione. Vincitore del premio Goncourt per l’opera prima, Il ritorno del naufrago è uno straordinario romanzo d’avventura e al tempo stesso una riflessione sull’identità e la differenza. E su quello che la vita a volte ci costringe a imparare e a comprendere.

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Sull'autore

François Garde

François Garde è nato nel 1959 in Provenza e dopo essersi laureato all’ENA, la celebre École national d’administration, ha intrapreso la carriera di magistrato amministrativo nei territori d’oltremare in Martinica e successivamente in Nuova Caledonia. Tornato in Francia, è attualmente presidente del tribunale amministrativo di Digione. Ha scritto numerosi saggi sui territori d’oltremare, prima di dedicarsi con successo alla narrativa. «Il ritorno del naufrago» è il suo primo romanzo.

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