Il tavolo del faraone

Il tavolo del faraone

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Pregiudizi e fraintendimenti sono i protagonisti di questo romanzo. 

La bella Deborah Grantham è una giovane donna intelligente e di buon carattere che, per una serie di rovesci finanziari famigliari, aiuta la svampita zia a gestire una casa da gioco, tenendo in particolare il tavolo del faraone, gioco di carte all'epoca molto in voga. Il suo temperamento focoso e passionale la spinge a comportamenti impulsivi e, quando si rende conto della pessima reputazione che, per un equivoco, l'aristocratico Max Ravenscar - uomo facoltoso, arrogante e altrettanto intelligente - si è fatto di lei, decide di sfidarlo senza esclusione di colpi, adottando atteggiamenti sempre più sfrontati e lasciandolo crogiolare nel suo fraintendimento. Due protagonisti degni della migliore Heyer si affrontano in questo libro mettendo in gioco tutta la loro umanità fatta di grandi pregi e indubbi difetti, fino alla tanto attesa e sospirata capitolazione finale. Altrettanto ben descritti sono i personaggi che accompagnano i protagonisti, dal cinico libertino consumato dai troppi vizi ai giovani e ingenui rampolli, uomini e donne, che affrontano la società e le sue ferree regole con passo incerto, reso un po' più sicuro solo dalla spavalderia della giovane età.

Dettagli libro

Sull'autore

Georgette Heyer

Georgette Heyer (1902-1974) cominciò giovanissima a raccontare storie ispirate alla Primula rossa della baronessa Orczy per intrattenere il fratello malato. Spinta dal padre, Georgette mise questi racconti in forma scritta e nel 1921, a soli diciannove anni, pubblicò il suo primo romanzo, La falena nera. A partire da lì e fino al 1973 Georgette Heyer scrisse senza interruzione un best-seller dopo l’altro. Il suo costante successo nell’arco di cinquant’anni la conferma come un fenomeno letterario unico nella letteratura inglese del XX secolo, più volte assimilata a Jane Austen o a Charles Dickens per la precisione maniacale nella ricostruzione di ambienti, atmosfere e gergo del XIX secolo inglese, e ammirata da scrittori del calibro di A.S. Byatt e Margaret Drabble, Anthony Burgess e India Knight. Relegata a lungo con un condiscendente disprezzo nel settore rosa, Georgette Heyer si rivela ad anni di distanza un’autrice intelligente, capace di costruire trame suggestive, personaggi credibili e incantevoli, e di assicurare ai propri lettori quella “letteratura d’evasione che offre la possibilità di fuggire dalle tensioni della propria vita soddisfacendo un desiderio universale, che risale all’infanzia, di essere qualcun altro e vivere in qualche altra epoca per qualche ora” (A.S. Byatt).

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