L'America sottosopra

L'America sottosopra

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«Avvincente, realistica e totalizzante, la sua prosa è paragonabile a quella di grandi autori molto diversi tra loro quali Richard Ford, Richard Price e Richard Russo. »
The New York Times

«Finalmente un romanzo e un’autrice ambiziosi, degni dell’importanza dell’argomento trattato... Un tour de force, una storia raccontata da diversi punti di vista... DeLillo-esque... In questo romanzo imperdibile, Jennifer Haigh riesce a delineare quello che ci rende, tutti, connessi, nel bene e nel male.»
The Washington Post

«Ogni pagina splende... Ambizioso, ampio, ma intimo, L'America sottosopra è un romanzo esemplare, capace di risvegliare il lettore alla verità delle cose.»
O, the Oprah Magazine

«Resterete stupiti da quello che Jennifer Haigh riesce a fare con una storia... »
The New York Times - Janet Maslin

«Un romanzo stupendo, ambizioso, che prende di mira il potere e l'avidità, il saccheggio del territorio, l'onnipotenza del profitto. La rapacità del sogno americano e la complicità delle sue vittime. »
Joshua Ferris

Siamo in Pennsylvania, una terra che «più di qualunque altra è ciò che giace nel suo sottosuolo». Fino a una quarantina di anni fa gli abitanti di Bakerton hanno vissuto, anche se non proprio prosperato, sull’estrazione del carbon fossile. Chiuse le miniere, la città si è sciolta come neve al sole.
Fino a quando una grossa società si accorge che sotto i campi coltivati si estende un enorme giacimento di gas naturale, estraibile con la nuovissima tecnica del fracking, e manda i suoi emissari a percorrere il territorio per convincere gli agricoltori, poveri e arrabbiati, a cedere i loro appezzamenti per cifre molto molto allettanti.
Nessuno di chi vende si rende conto che gli scavi procureranno ogni sorta di guai alla comunità. Guai che cominciano subito, con l’arrivo delle squadre di operai incaricati di scavare. A loro volta poveri e arrabbiati per la vita grama nei dormitori, la lontananza dalle famiglie, i turni di lavoro disumani. E l’ostilità della popolazione. Si rischia la guerra dei poveri.
Ma Haigh ha la mano leggera, e un grande talento nel raccontare storie di povera gente senza eccessivi realismi, e senza sentimentalismi, mantenendo una lodevole equidistanza dalle due «fazioni». C’è una guardia carceraria con una famiglia difficile; un’altra piccola famiglia, gay, dedita all’agricoltura biologica, che vede sfumare anni di lavoro; il capo degli operai che si innamora della «pastora» di una neo-chiesa, vedova di una vittima dell’incidente nucleare di Three Mile Island, avvenuto decenni prima, sempre in Pennsylvania…
È una storia che si potrebbe trasporre dovunque: inquinamento e distruzione del territorio e della salute dei suoi abitanti versus il benessere economico degli stessi abitanti. Il risultato è un ampio quadro dell’America rurale contemporanea, che spera sempre nel miracolo del sogno americano nonostante le ripetute delusioni.

Dettagli libro

Sull'autore

Jennifer Haigh

Jennifer Haigh, nata e cresciuta in Pennsylvania, vive ora a Boston. Oltre a L’America sottosopra, ha pubblicato quattro romanzi − Mrs Kimble (2004, vincitore del PEN/Hemingway Award per un’opera prima), Baker Towers (2005), The Condition (La condizione, 2008), Faith (I sospiri degli angeli, 2012) − e una raccolta di racconti, News from Heaven (2014, vincitrice del PEN New England Award). I suoi racconti sono stati pubblicati da «The Atlantic» e da «Granta». L’America sottosopra è stato selezionato nella Top Books 2016 del «New York Times», del «Washington Post», del «Wall Street Journal» e della Radio Nazionale NPR; nel 2017 ha vinto il premio «The Bridge» dell’Ambasciata americana a Roma.

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