L’avvenire della religione Umanismo, fede e ragione

L’avvenire della religione

Umanismo, fede e ragione

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Sono trascorsi novant’anni da quando Sigmund Freud intitolò il suo saggio sulla religione L’avvenire di un’illusione. Oggi quell’«illusione» non ha assunto affatto connotati residuali. Anzi, in suo nome si continua ferocemente a versare il sangue, confermando la sentenza di Lucrezio sugli atti scellerati a cui può indurre. In un contesto dominato dalle cronache dell’efferatezza fondamentalista e polarizzato tra gli opposti fanatismi di chi brandisce un credo e chi si appella a pregiudiziali antireligiose, la voce di Salvador Giner si distingue innanzi tutto per la sua ispirazione: un mite umanismo laico, una terzietà guidata dal principio di cautela, che si rivela però di grande potenza riflessiva nel formulare con chiarezza gli interrogativi essenziali, senza cedere alle semplificazioni di chi estrapola tendenze passate per proiettarle sul futuro. Più che prendere posizione nel dibattito sulle basi neurologiche innate o sulla acquisizione culturale della fede, Giner ragiona sulle ambivalenze della credenza, sulla non-linearità del «disincantamento del mondo», sul rapporto tra declino dei culti e presenza di religiosità secolari, sulla compatibilità tra modernità avanzata e fede nel soprannaturale – e quindi sulla plausibilità di una secolarizzazione integrale –, e su chi abbia titolo a ritenersi tollerante. Proprio quell’umanismo che «non mette in discussione la verità della dimensione simbolica e mitica» aiuta a comprendere il senso complessivo della devozione nella società odierna, e a ipotizzarne il peso nel mondo di domani.

«Non sappiamo quale sarà l’avvenire esatto della religione, ma sospettiamo che, finché esisteranno esseri umani, anch’essa avrà un futuro.»

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Sull'autore

Salvador Giner

Salvador Giner è stato docente di Sociologia presso l’Università di Barcellona dal 1989 al 2004, dopo aver insegnato in alcune Università inglesi, tra cui quelle di Cambridge, Reading e Lancaster. Ha fondato e presieduto la Federación Española de Sociología ed è stato cofondatore della European Sociological Association. Dal 2005 presiede l’Institut d’Estudis Catalans. La sua Historia del pensamiento social (1967, 13a ed. 2013) è ancora oggi in Spagna un manuale di riferimento. Tra i suoi ultimi libri: La cultura catalana. El sagrat i el profà (1996), Teoría sociológica clásica (2001), Carisma y razón. La estructura moral de la sociedad moderna (2003), Teoría sociológica moderna (2011) e Sociología del mal (2015). In traduzione italiana: Manuale di sociologia (1999) e Le ragioni della democrazia (2001).

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