La morte sospesa

La morte sospesa

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Nel giugno 1985, due alpinisti britannici, il venticinquenne Joe Simpson e il suo compagno di cordata, Simon Yates, hanno appena raggiunto la vetta del Siula Grande (6536 metri) nelle Ande peruviane, salendo per la prima volta la parete Ovest. Colti, sulla cima, da una violenta bufera, i due scendono lungo una ripida parete innevata, ma Simpson perde un appoggio e precipita su una roccia rompendosi una gamba. Yates cerca di calarlo per seracchi di ghiaccio con laboriose manovre di corda. Nonostante il gelo e l'oscurità tutto sembra procedere fino a quando non accade l'imprevisto: la parete è interrotta da uno strapiombo sotto il quale Joe si trova appeso, inerme. Simon non riesce a issarlo e rischia di venire trascinato anche lui nel vuoto. Compie l'unico gesto possibile: allo stremo delle forze, recide la corda che lo unisce al compagno, abbandonandolo. Joe cade nel vuoto ma non muore. I tre giorni successivi sono un calvario per entrambi gli alpinisti: Yates torna a fatica al campo base consumato dal dolore, certo di aver causato la morte del compagno. Simpson, sopravvissuto a stento, si trova intrappolato in un crepaccio, ferito, con un principio di congelamento agli arti, senza nulla da mangiare. Eppure, facendo appello a tutte le risorse fisiche e mentali, riesce a raggiungere miracolosamente il campo base dove ritrova il compagno. Questo libro racconta come i due alpinisti siano riusciti a superare quei giorni strazianti: è un racconto epico, fatto di terrore, sofferenza e immensa forza d'animo, è la testimonianza intensa di una vittoria straordinaria della vita sulla morte, è un inno sincero e commovente all'amicizia. La morte sospesa va ben oltre i confini della letteratura di montagna ed è ormai diventato un classico dell'avventura, letto e tradotto in tutto il mondo.

Dettagli libro

Sull'autore

Joe Simpson

Joe Simpson, nato nel 1960, si è dedicato fin da giovanissimo all’alpinismo, compiendo diverse prime ascensioni nelle Ande e nel Karakorum. Dopo l’incidente del 1985, benché i medici gli avessero detto che non gli sarebbe più stato possibile, ha ripreso ad arrampicare. Attivista di Greenpeace, ha compiuto spettacolari scalate di monumenti urbani per attirare l’attenzione del pubblico sui problemi dell’ambiente. Oltre a «La morte sospesa», da cui nel 2003 è stato tratto un film, ha scritto numerosi altri libri fra cui, pubblicati da Corbaccio, «Il richiamo del silenzio» e «Il suono del silenzio».

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