Le cose che non ci diciamo (fino in fondo)
Le cose che non ci diciamo (fino in fondo)

Le cose che non ci diciamo (fino in fondo)

Nel dibattito pubblico italiano sem­bra sempre mancare un pezzo di ve­rità: pur di raggranellare qualche bri­ciola di consenso e soddisfare gli appetiti di lobby e gruppi di pote­re, avanza inesorabile una narrazione di comodo che ci esenta da qualsia­si responsabilità personale e colletti­va. Per questa ragione Ferruccio de Bortoli, con lucidità impietosa, sot­tolinea quelle storture e quei peri­coli che troppo spesso in Italia ven­gono sottaciuti. Perché non ci diciamo fino in fondo che spendiamo più di quanto dovremmo, senza preoccuparci della crescita del debito pubblico; che non possiamo vivere di sussidi statali sen­za creare reddito; che è illusorio voler difendere l’occupazione finanziando con i soldi dei contribuenti aziende senza futuro. La crescita del capitale umano viene spesso trascurata, la cultura scientifica è poco diffusa, e dilaga un antieuropeismo populista privo di solide ragioni economiche. Ma è solo recuperando lo spirito migliore che da nord a sud abbiamo dimostrato nelle dure setti­mane di autoreclusione che possiamo affrontare una volta per tutte le no­stre lacune per tornare ad avere fidu­cia nel domani, autentico propel­lente per una forte ripresa nazionale.

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Sull'autore

Ferruccio De Bortoli

Ferruccio de Bortoli è nato a Milano il 20 maggio 1953. È stato direttore del «Corriere della Sera» e del «Sole 24 Ore», amministratore delegato di rcs Libri e presidente di Flammarion. Dal 2015 è presidente della casa editrice Longanesi e dell’associazione Vidas. È oggi editorialista del «Corriere della Sera» e, in Svizzera, del «Corriere del Ticino».

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