Il contributo delle donne alla nascita e allo sviluppo della medicina è stato enorme. Ed è stato un’impresa corale. È possibile ricostruire lo sguardo di genere nella genesi della medicina moderna? Ha senso parlare di un modo «femminile» di fare scienza?
Mediche di fatto prima ancora di essere riconosciute come tali, le donne hanno forgiato un sapere nato e cresciuto nell’alveo che esse hanno sempre occupato, ai margini della storia scritta dagli uomini e radicato nelle mansioni che le hanno tenute occupate: dalla preparazione del cibo e manipolazione dei vegetali, alla riproduzione e alla cura dei malati, fino alla gestione delle ultime fasi della vita.
Negli anni le donne hanno fatto scoperte e costruito conoscenze che sono diventate la spina dorsale della nostra medicina. Sono state scienziate naturali, biologhe, chimiche, farmacologhe, ginecologhe. Figure riconoscibili nella storia degli uomini come l’ateniese Fanostrate, Trota da Salerno e Ildegarda di Bingen. E poi decine di altre, che questo libro racconta: Lady Mary Montagu e Joanna Stephens, Virginie Messager e Madame Boivin, Sibilla Aleramo ed Elizabeth Blackwell, fino ad arrivare a scienziate vicine a noi come Bernadine Healy, Rosalind Franklin, Dorothy Hodgkin, Barbara McClintock.
Daniela Minerva non ne fa, però, delle icone. Per ricostruire lo sguardo femminile nella storia della medicina non servono miti. Perché si tratta di un’impresa collettiva, un «femminile plurale» che ha dato forma, in silenzio, alla modernità. L’autrice segue il filo rosso che unisce le raccoglitrici di erbe e le signore dei veleni, le alchimiste-farmacologhe e le scienziate moderne: un sapere che attraversa i secoli, dalla magia pre-ippocratica all’hi-tech della sanità contemporanea.
Con la penna inflessibile della giornalista e lo sguardo attento alle fonti storiche, questo libro percorre le tappe di un lungo percorso che arriva fino a oggi, una tradizione culturale che mette le donne al centro della costruzione del sapere medico.
Mediche di fatto prima ancora di essere riconosciute come tali, le donne hanno forgiato un sapere nato e cresciuto nell’alveo che esse hanno sempre occupato, ai margini della storia scritta dagli uomini e radicato nelle mansioni che le hanno tenute occupate: dalla preparazione del cibo e manipolazione dei vegetali, alla riproduzione e alla cura dei malati, fino alla gestione delle ultime fasi della vita.
Negli anni le donne hanno fatto scoperte e costruito conoscenze che sono diventate la spina dorsale della nostra medicina. Sono state scienziate naturali, biologhe, chimiche, farmacologhe, ginecologhe. Figure riconoscibili nella storia degli uomini come l’ateniese Fanostrate, Trota da Salerno e Ildegarda di Bingen. E poi decine di altre, che questo libro racconta: Lady Mary Montagu e Joanna Stephens, Virginie Messager e Madame Boivin, Sibilla Aleramo ed Elizabeth Blackwell, fino ad arrivare a scienziate vicine a noi come Bernadine Healy, Rosalind Franklin, Dorothy Hodgkin, Barbara McClintock.
Daniela Minerva non ne fa, però, delle icone. Per ricostruire lo sguardo femminile nella storia della medicina non servono miti. Perché si tratta di un’impresa collettiva, un «femminile plurale» che ha dato forma, in silenzio, alla modernità. L’autrice segue il filo rosso che unisce le raccoglitrici di erbe e le signore dei veleni, le alchimiste-farmacologhe e le scienziate moderne: un sapere che attraversa i secoli, dalla magia pre-ippocratica all’hi-tech della sanità contemporanea.
Con la penna inflessibile della giornalista e lo sguardo attento alle fonti storiche, questo libro percorre le tappe di un lungo percorso che arriva fino a oggi, una tradizione culturale che mette le donne al centro della costruzione del sapere medico.
Dettagli libro
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Editore
-
Testo originale
Sì -
Lingua
Italiano -
Lingua originale
Italiano -
Data di pubblicazione
-
Numero di pagine
350 -
Argomento
-
Collana
Sull'autore
Daniela Minerva
Daniela Minerva è giornalista e saggista. È direttrice responsabile della piattaforma «Salute», online e in edicola con «la Repubblica» e «La Stampa», ed editorialista de «la Repubblica»; è stata vicedirettrice di «Sapere» e caporedattrice de «L’Espresso». È tra le fondatrici dell’Associazione Donne e Scienza, nata dall’esperienza del Coordinamento nazionale Donne di Scienza.
Tra i suoi libri: La ricerca di Eva. Viaggio alle origini dell’uomo (con Fabrizio Ardito, 1995), La leggenda del santo guaritore. Il caso Di Bella: una storia italiana (1998), Di cosa parliamo quando parliamo di medicina (con Giancarlo Sturloni, 2007), La fiera delle sanità (2009), Il fuoco dentro (2011) e Il bagnino e i samurai. La ricerca biomedica in Italia: un’occasione mancata (con Silvio Monfardini, 2013).
Tra i suoi libri: La ricerca di Eva. Viaggio alle origini dell’uomo (con Fabrizio Ardito, 1995), La leggenda del santo guaritore. Il caso Di Bella: una storia italiana (1998), Di cosa parliamo quando parliamo di medicina (con Giancarlo Sturloni, 2007), La fiera delle sanità (2009), Il fuoco dentro (2011) e Il bagnino e i samurai. La ricerca biomedica in Italia: un’occasione mancata (con Silvio Monfardini, 2013).

