Politiche dell'irrealtà

Politiche dell'irrealtà

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L'irrealtà si fa largo, ma ciò non avviene a scapito della presunta realtà: quell'insieme di evidenze che - secondo una percezione difficile da scalzare - starebbero lì, davanti ai nostri occhi di testimoni pronti a registrarle. L'irrealtà non sottrae, semmai aggiunge e potenzia, sovvertendo un modo inerte di concepire l'immagine. È questo l'innovativo punto di vista di Arturo Mazzarella, che per illustrarlo chiama a raccolta romanzi-inchiesta, crude sequenze documentali, film di punta. Il suo saggio è un percorso illuminante lungo forme e generi diversi, e tuttavia concordi nel mostrare, attraverso la pratica della contaminazione tra indagine e narrazione o il ricorso a dispositivi fotografici e cinematografici, quanto la finzione abbia ormai innervato i nudi fatti, fino a svelarne la dipendenza costitutiva dall'artificio. Al di là delle intenzioni realiste in cui rimangono impigliati gli scrittori di denuncia alla Saviano, sono proprio i «fantasmi dei fatti» a disancorare la rappresentazione del reale da confini troppo angusti e a rendere credibili letteratura, fotografia e cinema. Solo dove i fatti convivono con i loro fantasmi, ossia con congetture, deformazioni immaginative, miraggi, manipolazioni visionarie, si apre lo spazio in cui è possibile oggi fare esperienza. Il nuovo regime dell'immagine ha finalmente uno statuto riconoscibile.

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Sull'autore

Arturo Mazzarella

Arturo Mazzarella insegna Letterature comparate presso l’Università Roma Tre. Con Bollati Boringhieri ha pubblicato La grande rete della scrittura. La letteratura dopo la rivoluzione digitale (2008), Politiche dell’irrealtà. Scritture e visioni tra Gomorra e Abu Ghraib (2011), Il male necessario. Etica ed estetica sulla scena contemporanea (2014) e Le relazioni pericolose. Sensazioni e sentimenti del nostro tempo (2017).

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