Psicologia del Kundalini Yoga Seminario tenuto nel 1932

Psicologia del Kundalini Yoga

Seminario tenuto nel 1932

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Dal 3 all’8 ottobre 1932 l’indologo Wilhelm Hauer tenne al Club psicologico di Zurigo un ciclo di sei conferenze dal titolo Lo yoga, e in particolare il significato dei cakra. Nelle settimane successive Jung dedicò quattro conferenze all’interpretazione psicologica dello yoga Kundalini. Per Jung l’incontro fra la psicologia occidentale e il pensiero orientale è la base della possibilità di fondare una psicologia degna di questo nome. Il volume, che si affianca a Analisi dei sogni uscito nel 2003, si inserisce nell’immenso filone dell’interesse per il pensiero orientale, e in una linea ben precisa di testi junghiani presenti nel nostro catalogo (per citarne solo uno, vedi la recente riedizione del Segreto del fiore d’oro). La proposta al pubblico italiano di questo seminario ha anche il senso di spendere l’autorità di Jung per sottolineare l’incrocio fra teorie e pratiche psicologiche e pensiero orientale, che appare uno dei fatti centrali negli sviluppi odierni della riflessione sull’uomo e sul malessere dell’esistenza: vedi la recente apertura della psicologia e psicoterapia cognitiva al concetto di mindfulness (un particolare tipo di consapevolezza raggiungibile attraverso pratiche di meditazione buddhista), documentata dal volume di Segal Williams e Teasdale di prossima pubblicazione.
Completa il volume un glossario (a cura di Giuliano Caposio) dei termini sanscriti presenti nel testo.

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Sull'autore

Carl Gustav Jung

Carl Gustav Jung (1875-1961) iniziò la sua attività nel 1900 nel famoso ospedale «Burghölzli» di Zurigo, sotto la guida di Eugen Bleuler, uno dei grandi maestri della psichiatria dinamica. Durante questi «anni di apprendistato» mise a fuoco la sua nozione di realtà psichica (teoria dei complessi autonomi) ed elaborò alcuni strumenti per la comprensione dei disturbi mentali (test di associazione verbale). Nel 1907 entrò in contatto con Freud, con cui stabilì uno stretto rapporto umano e scientifico, assumendo una posizione di primo piano nel movimento psicoanalitico, ma nel 1912 la pubblicazione di Trasformazioni e simboli della libido segnò la rottura del loro sodalizio e il distacco di Jung dalla psicoanalisi. Ne seguì un lungo periodo di «malattia creativa», caratterizzato da un serrato corpo a corpo con l’inconscio e le sue immagini archetipiche, di cui dà testimonianza Il Libro rosso. Esperienza decisiva da cui si cristallizzarono, negli anni della maturità, il sistema della psicologia analitica (dottrina dell’inconscio collettivo e degli archetipi, tipologia psicologica, energetica psichica e processo di individuazione, principio di sincronicità) e un’eccezionale messe di indagini storico-religiose, soprattutto nei campi dell’alchimia, dell’astrologia e del pensiero orientale. Le Opere di Jung sono pubblicate da Bollati Boringhieri a cura di Luigi Aurigemma (24 voll., 1965-2007).

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