Rivolte del pensiero Dopo Foucault, per riaprire il tempo

Rivolte del pensiero

Dopo Foucault, per riaprire il tempo

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Tra le insegne del nostro tempo c’è la «disperanza». Neologismo che capta, meglio del lessico convenzionale dell’afflizione, un’atmosfera collettiva della mente: non tanto il tetro scoramento che impiomba il cielo sopra di noi, quanto l’idea ormai assuefatta della sottrazione di futuro. Contro questa mansuetudine arresa allo stato di cose, il pensiero può e deve tornare alla sua vocazione insorgente, spaesante e sovvertitrice. In un saggio che riparte dalla tessitura di saperi e pratiche cara a Foucault, Mario Galzigna rianima un esercizio riflessivo che sembrava ormai consegnato agli archivi, anche a quelli della rivolta. La sua prosa di passione si innerva con le invenzioni concettuali, i regimi discorsivi, le forme estetiche e le oltranze di insorti illustri. Con i «nodi» polisemici a cui ricorre poeticamente lo psichiatra Laing per condensare le ambivalenze dell’identità, innovando l’orientamento terapeutico. Con le trasgressioni libertine alla Diderot, giochi dell’intelletto poi umiliati in malattie dell’anima o ridotti a perversioni da curare. Con le disgiunzioni creative di Magritte, che fa convivere sulla stessa tela «la chiarezza dell’ombra e l’ombra della chiarezza». Con il teatro della crudeltà di Artaud, dove la parola si dilata nel gesto e rompe l’involucro che la separa dalla vita. Tutte figure affratellate dall’attitudine a destabilizzare scenari chiusi, consolidati. Forse perché – come osserva poco prima di morire un altro grande rivoltoso, l’antropologo brasiliano Darcy Ribeiro – «è meglio sbagliare ed esplodere che prepararsi per il nulla».

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Sull'autore

Mario Galzigna

Mario Galzigna, già docente di Etnopsichiatria e Storia della cultura scientifica presso l’Università Ca' Foscari di Venezia, ha insegnato in atenei stranieri (Boston, Ginevra, Parigi, Marsiglia, Rio de Janeiro) e in scuole di specializzazione per psicologi. Tra i suoi libri: La malattia morale. Alle origini della psichiatria moderna (1988) e Il mondo nella mente. Per un’epistemologia della cura (2006). Ha curato La sfida dell’altro. Le scienze psichiche in una società multiculturale (1999), Volti dell'identità. Le scienze psichiche, l’altro, lo straniero (2001), La follia reclusa (2007), Foucault, oggi (2008), classici della psichiatria – Jean-Étienne Esquirol, Étienne-Jean Georget e Ludwig Binswanger – e testi di Michel Foucault: alcuni corsi tenuti al Collège de France (Il governo di sé e degli altri, 2009, e Il coraggio della verità, 2011) e la prima versione integrale di Storia della follia nell’età classica (2011).

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