Tullio Avoledo

Nato a Valvasone, in Friuli, nel 1957, Tullio Avoledo ha esordito in letteratura nel 2003 con il fortunatissimo “L’elenco telefonico di Atlantide” (premio Forte Village Montblanc - Scrittore emergente dell’anno), romanzo che ibridava fantascienza e mitologia con una satira feroce del mondo bancario e della società italiana ai tempi dell’effimero trionfo della web economy. Ha poi pubblicato altri undici romanzi, prima per Sironi e poi per Einaudi e Marsilio, tra cui “Mare di Bering”, “Lo stato dell’unione”, “Tre sono le cose misteriose” (premio Super Grinzane Cavour), “La ragazza di Vajont”, “Breve storia di lunghi tradimenti”, “L’anno dei dodici inverni”, “Un buon posto per morire” (scritto a quattro mani con Davide “Boosta” Dileo dei Subsonica) e “Chiedi alla luce”. Ha anche pubblicato per Rizzoli una personalissima e divertita versione, ambientata nell’Italia odierna, delle “Baruffe chiozzotte” di Goldoni.Ha partecipato con due romanzi (“Le radici del cielo” e “La crociata dei bambini”, Multiplayer) a “Metro 2033 Universe”, una narrazione collettiva internazionale sul mondo post catastrofe nucleare immaginato dallo scrittore russo Dmitry Glukhovsky; il suo terzo romanzo della serie, “Il conclave delle tenebre”, è di imminente pubblicazione in Russia.Suoi libri sono stati tradotti in inglese, spagnolo, tedesco, russo, polacco e ungherese.

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