E tu non sei tornato

E tu non sei tornato

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1944: Marceline, 14 anni, viene deportata insieme al padre ad Auschwitz-Birkenau. Lei si salva, lui no. Oggi ottantanovenne, in queste memorie in forma di lettera al padre, Marceline ricorda con straordinaria chiarezza gli orrori subiti, ma soprattutto rivela l’amore incondizionato che la lega al genitore, le cui parole al momento della deportazione – «Tu tornerai, Marceline, perché sei giovane» – l’accompagnano, spronandola a sopravvivere, per tutto il percorso che la attende, da un campo all’altro, da Birkenau a Bergen-Belsen, da Lipsia a Theresienstadt, fino alla liberazione e al ricongiungimento con la madre e i fratelli.
Le sue frasi brevi, concise, ci presentano i fatti accaduti man mano che le ritornano alla memoria, e ci raccontano anche il «dopo»: il ritorno a casa, la difficoltà di tornare a una vita normale, le incomprensioni con chi vuole solo dimenticare, il matrimonio con l’intellettuale francese Joris Ivens.
Un flusso di ricordi breve ma torrenziale, pieno di pathos, animato da un’incrollabile voglia di sopravvivere, rende impossibile staccare gli occhi dalle pagine di una delle testimonianze più forti consegnateci dalle vittime della Shoah.

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Sull'autore

Marceline Loridan-Ivens

Marceline Loridan-Ivens (1928), di origine ebrea polacca, durante l’occupazione tedesca della Francia partecipa alla Resistenza. Catturata con il padre dalla Gestapo, è deportata ad Auschwitz-Birkenau, poi a Bergen-Belsen, infine a Theresienstadt. Ha scritto e diretto il film La Petite prairie aux bouleaux, con Anouk Aimée, basato sulla sua esperienza di deportata. È stata attrice e scenografa, in collaborazione con il marito Joris Ivens – considerato uno dei maggiori documentaristi del XX secolo – e autrice a sua volta di numerosi documentari. Da anni si dedica con passione a raccontare la sua esperienza di deportata e sopravvissuta alla Shoah in tutte le scuole di Francia.

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