Identità e orientamenti sessuali Elementi di lavoro clinico affermativo

Identità e orientamenti sessuali

Elementi di lavoro clinico affermativo

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L’orientamento sessuale di una persona è parte costitutiva della sua identità personale. Negli ultimi decenni un insieme di cambiamenti culturali hanno favorito una serie di riflessioni sociali e scientifiche sugli orientamenti sessuali, e la diffusione della rete e dei social hanno consentito la condivisione, su larga scala, di queste tematiche. È emerso che le persone che si riconoscono nell’acronimo LGBQ+ – appartenendo a un gruppo minoritario rispetto al contesto eteronormativo della nostra società – hanno minori possibilità d’accesso ai servizi di prevenzione, nonostante la letteratura scientifica rilevi una maggiore incidenza di patologie somatiche e psichiche rispetto alla popolazione generale. Ne consegue una vera e propria iniquità sanitaria. Inoltre, la concezione essenzialista e statica dell’identità sessuale – che ancora caratterizza parte significativa della cultura clinica eteronormativa – ha limitato lo sviluppo di competenze specialistiche inerenti ai modi di essere delle persone che non si riconoscono nella maggioranza, impedendo, di fatto, una piena diffusione in ambito psicologico delle conoscenze teoriche e delle prassi cliniche inerenti alla diversità nell’ambito della sessualità.
Questo testo è stato pensato per i clinici d’area psicologica e psichiatrica, ma anche per tutti coloro che desiderano approfondire il mondo dell’affettività e della sessualità. A partire da un’esaustiva presentazione teorica sui temi dell’identità sessuale, intesa nelle sue molteplici dimensioni esistenziali, vengono mostrate le principali linee guida internazionali e i principali protocolli terapeutici per la presa in carico psicologica di pazienti che si identificano a vario titolo nell’acronimo LGBQ+.

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Sull'autore

Davide Liccione

Davide Liccione, psicologo psicoterapeuta, è specialista in Psicoterapia cognitiva e direttore della SLOP (Scuola Lombarda di Psicoterapia Cognitiva Neuropsicologica), sedi di Pavia, Padova e Arezzo. È direttore del mi.CAL (Milan Institute for Health Care and Advanced Learning). È docente di Psicoterapia cognitiva, Elementi di psicopatologia e Teorie e tecniche del colloquio psicologico presso l’Università di Pavia. Ha scritto Psicologia degli scacchi. Aspetti cognitivi, immaginativi e affettivi del gioco (con Wally Festini, 1998) e ha curato Argomenti di riabilitazione in geriatria (con Marco Gilardone, 2000), Casi clinici in psicoterapia cognitiva (2013), Il primo colloquio in psicoterapia (2016, con Diego Liccione) e Il mondo estraneo. Fenomenologia e clinica della perdita dell’evidenza naturale (con Vincenzo Costa e Luca Vanzago). Per Bollati Boringhieri ha curato, con Giorgio Rezzonico, Sogni e psicoterapia. L’uso del materiale onirico in psicoterapia cognitiva (2004), ha collaborato al terzo volume del Nuovo manuale di psicoterapia cognitiva, a cura di Bruno G. Bara (2006) e ha scritto Psicoterapia cognitiva neuropsicologica (2011, nuova edizione ampliata, rivista e aggiornata 2019).

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