Il numero dei cieli Una storia del multiverso e della ricerca per comprendere il cosmo

Il numero dei cieli

Una storia del multiverso e della ricerca per comprendere il cosmo

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«Il numero dei cieli è l’avvincente storia della nostra ricerca della realtà, per capire il nostro posto nel mondo. Che ci sia un solo universo o molti, la prosa magistrale di Siegfried ci permette di apprezzare l’appassionato impulso della nostra specie a guardare in alto e meravigliarsi. »
Brian Greene, autore di L’universo elegante. Superstringhe, dimensioni nascoste e la ricerca della teoria ultima

«Preparatevi a entrare nel regno misterioso del multiverso! Il numero dei cieli esprime una profondità insolita in diversi campi di ricerca, consentendo a scienziati, storici e al pubblico in generale di capire in prima persona un dibattito di enorme importanza per la cosmologia.»
Steven J. Dick, storico della NASA

Quasi per definizione l’universo è «tutto ciò che è». Quasi, perché c’è un’idea che sostiene che il nostro universo è solo uno tra i tanti, uno tra gli infiniti universi che esistono.
Di cieli, insomma, non ce ne sarebbe solo uno, ma molti. In fisica si parla a questo proposito di «multiverso», una parola entrata ormai nel gergo comune e che deriva da un’interpretazione particolare della meccanica quantistica, resa poi popolare da libri e film di fantascienza.
Le scuole di fisica e di matematica contemporanee combattono da qualche decennio una silenziosa battaglia, lontano dai media, nella quale i sostenitori e i detrattori del multiverso si affrontano a colpi di formule matematiche complesse e ingegnosi esperimenti mentali.
Sembra un dibattito modernissimo, ma in effetti non si tratta di una battaglia poi così recente, tutt’altro: i filosofi della Grecia antica hanno sollevato per primi la possibilità dell’esistenza di più universi, ma già Aristotele suggellò con la sua autorità che fosse uno, e uno solo, l’universo; nel 1277 il vescovo di Parigi dichiarò eresia insegnare che Dio non poteva creare tutti gli universi che voleva, scatenando un fervido dibattito filosofico sulla possibilità che esistesse una «pluralità di mondi»; col Rinascimento le speculazioni divennero più scientifiche e fu Cartesio a definire che «il numero dei cieli» è indefinitamente grande.
La differenza tra chi pensa che il nostro sia l’unico mondo e chi pensa che sia invece solo uno tra i tanti risulta quindi antica, profonda e gravida di conseguenze impreviste in molti campi del sapere.
Oggi la controversia continua, mentre cosmologi e fisici esplorano la possibilità di molti Big Bang, dimensioni extra dello spazio e una serie di universi ramificati e paralleli.
Tom Siegfried, con il suo stile sempre chiaro e limpidissimo, traccia la storia plurimillenaria di questo scontro offrendoci una lettura trasversale e affascinante della natura della scienza e del pensiero umano. Il numero dei cieli getta una luce inaspettata sull’istinto tutto umano, insopprimibile, di comprendere sempre meglio tutto quello che si può, tutta la realtà, l’universo o il multiverso.

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Sull'autore

Tom Siegfried

Tom Siegfried è giornalista scientifico, a lungo direttore di «Science News».
Ha scritto diffusamente per testate scientifiche importanti, come «Nature», «Science», «Astronomy» e «New Scientist». Ha ottenuto il Science Communication Award dall’American Institute of Physics e il Robert C. Cowen Award dall’American Geophysical Union. In Italia ha pubblicato L’universo strano. Idee al confine dello spazio-tempo (2007). Per Bollati Boringhieri è uscito È la matematica, bellezza! John Nash e la teoria dei giochi (2010 e 2014).

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