Il sogno del prigioniero Archetipi e clinica

Il sogno del prigioniero

Archetipi e clinica

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Il miglior attestato di quanto sia vitale la psicologia del profondo junghiana è la sua generatività, nel pensiero come nella pratica terapeutica. Dall’apertura di credito nei confronti dell’inconscio, dalla rinuncia alle pretese egemoniche dell’Io sulla psiche e dal ridimensionamento del valore di verità delle dottrine scaturisce l’incessante drammaturgia in cui, ogni volta, si declina la radicale fenomenicità dell’analisi. La popolano – con la concretezza di esseri viventi – sogni, figure archetipiche, immagini, simboli. Nell’impervio paesaggio della loro feconda discordia e della loro segreta solidarietà s'inoltra Augusto Romano, esplorando via via la terra di mezzo tra teoria ed esperienza clinica. E solidale con l’oggetto è anche lo stile, che sa esporsi all’inquietudine senza rinunciare a una finezza inconsueta nella letteratura analitica. Non a caso Romano si confronta, da sottile analogista, con le retoriche che reggono il teatro intrapsichico e la scena della cura, a partire dall’«acuta follia» dell’ossimoro, e assimila suggestivamente il lavoro del terapeuta al fare poetico: espressioni entrambi di somma artigianalità, essi rompono l’ordine rassicurante del discorso e additano la possibilità di sensi ulteriori. Ed è l’esigenza di senso, sempre suscettibile di scacco, che trapela dal rovello del «prigioniero» nella poesia di Montale che dà il titolo al libro: «ancora ignoro se sarò al fe­stino / farcitore o farcito».

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Sull'autore

Romano Augusto

Augusto Romano è analista didatta dell’Associazione per la Ricerca in Psicologia Analitica (arpa) e socio dell’International Association for Analytical Psychology (iaap). Ha insegnato Fondamenti di psicologia analitica nella Scuola di specializzazione in Psicologia della salute dell’Università di Torino. Collabora a «ttL-La Stampa». Tra i suoi saggi: Madre di morte. Un caso clinico (2000), Il flâneur all’inferno. Viaggio attorno all’eterno fanciullo (2006) e Studi sull’Ombra (con Mario Trevi, 2009). Presso Bollati Boringhieri ha pubblicato Musica e psiche (1999) e ha curato Il ponte: una metafora dei processi psichici di Rosemary Gordon (2003) e un volume di Aforismi di Carl Gustav Jung (con Gian Piero Quaglino, 2012).

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