Sarà una bella società Viaggio ai confini dell'utopia

Sarà una bella società

Viaggio ai confini dell'utopia

Anteprima
Attraverso 121 tavole emozionanti, istruttive e sorprendenti, Elfo ci guida in una delle avventure più appassionanti dell'umanità: il viaggio infinito verso il Paese di Utopia, la società perfetta, il paese della felicità. Da sempre sogniamo un mondo perfetto. A volte lo proiettiamo nel passato, come il Giardino dell'Eden. A volte lo immaginiamo nel futuro, o in qualche luogo lontano. Altre volte proviamo addirittura a realizzarlo? A inventare questi sogni sono stati spesso profeti, filosofi, scrittori, ma anche gente comune, sospinta da un ideale e dal desiderio di metterlo in pratica. Silenziosi e intrepidi, Sancho Panza e Don Chisciotte, i due eroi che Elfo ha scelto come guide, ci fanno visitare le terre promesse da Rabelais, Fourier, Sade, Marx, Lafargue e Abbott? Ma incontriamo anche la Torre di Babele e il paese di Cuccagna, e poi diverse isole: quella immaginata da Tommaso Moro, quella di Robinson Crusoe, quelle governate dai pirati e l'Isola delle Rose costruita in mezzo all'Adriatico? Sarà una bella società è un libro di sogni - e qualche volta di incubi - che fa sognare, un viaggio di menti libere che mette voglia di libertà. (Solo formato pdf – 44,2 Mb.)

Dettagli libro

Sull'autore

Elfo

Giancarlo Ascari (Elfo) (1951), laureato in Architettura, ha pubblicato disegni e scritti su varie testate, tra le quali «Linus», «Corriere dei Piccoli», «Pilote» (Francia), «Epix» (Svezia), «Babel» (Grecia), «Linea d'Ombra», «Il Manifesto», «L'Unità», «Alfabeta», «Il Giorno», «Smemoranda», «la Repubblica», «Corriere della Sera», «Diario». Ha curato mostre di illustrazioni e fumetti in USA, Giappone e Italia. Ha pubblicato il suo primo libro a fumetti (Lo statuto dei lavoratori illustrato) nel 1975, seguito, trent'anni dopo, da Love Stores. Nel 2010 ha scritto e disegnato con Matteo Guarnaccia Quelli che Milano. È un artista che padroneggia un'infinità di segni e stili differenti. Ogni sua pagina fotografa piccoli aspetti del quotidiano trasfigurandoli in una sorta di osservatorio sul mondo, sugli uomini, sui diversi modi di affrontare la vita. Il suo capolavoro, Tutta colpa del '68 (Garzanti 2008), lo ha consacrato tra quei maestri un po' defilati ma influenti, in grado di indicare il presente riflettendo soprattutto sul passato.

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