Tante care cose. Gli oggetti che ci hanno cambiato la vita Gli oggetti che ci hanno cambiato la vita
Tante care cose. Gli oggetti che ci hanno cambiato la vita Gli oggetti che ci hanno cambiato la vita

Tante care cose. Gli oggetti che ci hanno cambiato la vita

Gli oggetti che ci hanno cambiato la vita

«Le cose sono concentrati di racconti, memorie, odori, affetti, transizioni, ricordi. Quando perdiamo un oggetto, perdiamo proprio un pezzo di passato.»
 
Ci dicono che gli oggetti parlano, che basta metterli su un piedistallo e quelli ti raccontano chi sono. Ma spesso, nelle sale silenziose di un museo, tu li fissi immobili e loro non ti dicono nulla. Chiara Alessi ha provato a tirarli giù e farci qualche chiacchiera. Lo ha fatto prima su Twitter, nei mesi strani in cui eravamo tutti chiusi in casa senza poter viaggiare, senza poter entrare in un museo, o una libreria, senza scuola né teatro. Giorno dopo giorno, per 90 giorni, ha costruito un archivio virtuale raccontando in due minuti e venti gli oggetti della storia del Novecento italiano: sono oggetti grafici o architettonici, oggetti anonimi o di firma, invenzioni o fallimenti, oggetti grandi come un autogrill o piccoli come le graffette di una spillatrice; oggetti su cui sedersi, da guidare, con cui scrivere, da mettersi addosso o da mangiare. Sono cose conosciute, ma più sorprendenti di quel che crediamo.
Quel museo virtuale, arricchito, trasformato e illustrato da Paolo D’Altan, approda ora in questo libro. Un libro di design che però non parla di design ma di persone, idee, invenzioni, errori e di come cambia l’identità di un popolo attraverso le cose che inventa e usa. Un libro che ha un titolo che è un augurio e pagine che sono piccole sorprese su quel mondo che, a un certo punto, siamo stati capaci di costruirci intorno.

Dettagli libro

Sull'autore

Chiara Alessi

Chiara Alessi (1981) si occupa di cultura materiale e design, su cui scrive, tiene lezioni e, quando si può, cura mostre. È docente a contratto al Politecnico di Milano. Ha pubblicato i saggi Dopo gli anni Zero. Il nuovo design italiano (Laterza, 2014), Design senza designer (Laterza, 2016), Le caffettiere dei miei bisnonni (Utet, 2018) e Prince. Il corpo del figlio con Marius Ani Oulakolé (People, 2020). La sua rubrica lanciata su Twitter nel 2020 in pieno lockdown, #designinpigiama, ha totalizzato una novantina di puntate con milioni di visualizzazioni, ma soprattutto è stata l’occasione, per una comunità che cresce di giorno in giorno, per interagire, aggiungendo dettagli storici o aneddoti personali alla storia collettiva.

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