Tanto vale vivere

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Prefazione di Natalia Aspesi

PREFAZIONE DI NATALIA ASPESI

Dorothy Parker, sovrana dei salotti intellettuali degli anni venti di New York, è considerata una delle donne più intelligenti e ferocemente sagaci della sua generazione. Natalia Aspesi, prefatrice di questa nuova raccolta di ventuno racconti, afferma che “per scrivere con tanta eleganza e perfidia bisogna aver avuto un’esistenza non facile, che ti ha obbligato a trovare rifugio nella tua intelligenza e nella tua fragilità”. Parker non si limita a rivelare le ipocrisie, vanità, miti e fobie delle vite della piccola e grande borghesia americana, ma le trafigge con il suo stile impietoso, e ne ritrae senza sconti i conformismi e i pregiudizi. Storie brevi, eppure compiute, senza fili sospesi, che raccontano di razzismo strisciante, di proiezioni sui figli, di padri frustrati, di classismo malcelato, di matrimoni in agonia mantenuti in vita solo per ipocrisia e convenienza, di infedeltà coniugali e vacuità. Tutto ritratto con estrema eleganza.

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Sull'autore

Dorothy Parker

Nata nel 1893 dal ramo povero dei Rothschild, perse la madre a cinque anni. Nonostante il padre fosse ebreo e la matrigna protestante, Dorothy andò a scuola in un istituto cattolico, da cui fu espulsa quando definì l’Immacolata Concezione una “combustione spontanea”. Cominciò a scrivere per “Vogue” nel 1914 e in seguito prese il posto di P.G. Wodehouse a “Vanity Fair”. Troppo esplicita nei suoi giudizi, nel 1920 fu licenziata. In segno di solidarietà si dimisero Robert Benchley e Robert E. Sherwood, due giornalisti che crearono con Parker la famosa Tavola Rotonda all’Algonquin Hotel. Quando venne fondato il “New Yorker” nel 1925, Parker e Benchley diventarono collaboratori fissi. Ben presto Parker divenne nota per il suo spirito caustico. Spesso preda di depressione (tentò più volte il suicidio), si è detto di lei che le uniche cose che amava fossero il gin, il Seconal e i cani, ma se ciò fosse vero, come avrebbe potuto protestare contro la condanna di Sacco e Vanzetti, andare in Spagna durante la Guerra civile, partire volontaria come corrispondente di guerra durante il secondo conflitto mondiale e dare voce al movimento per i diritti civili negli anni sessanta? Prima di morire (1967) lasciò i suoi diritti alla National Association for the Advancement of Colored People.

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