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La condanna non è più unanime. Dopo l’11 settembre i nuovi apologeti della tortura hanno trovato nella “guerra al terrore” il motivo per giustificare una pratica mai dismessa che, negli ultimi anni, sembra dilagare ovunque, nelle democrazie non meno che nei regimi dittatoriali. Ma il “no” opposto dall’indignazione non basta più a difendere la dignità umana offesa. In pagine intense, scritte con il suo stile chiaro e incisivo, Di Cesare offre un quadro critico complessivo della tortura. Ne indica il nesso stretto con il potere, ne mostra la presenza anche nella democrazia. Come lottare contro la tortura, se a delinquere è lo Stato? Filosofi, scrittori, drammaturghi, registi, poeti vengono interpellati per delineare un’inedita «fenomenologia della tortura» che mira a cogliere la peculiarità di una violenza estrema, sistematica e metodica, dove il carnefice calcola e misura il dolore per scongiurare che la vittima muoia e per esercitare ancora il suo potere sovrano. La tortura è, per la vittima, la propria morte esperita in vita. Da Guantánamo ad Abu Ghraib, dal G8 di Genova agli anni di piombo, da Giulio Regeni a tutti quei casi che hanno recentemente allarmato l’opinione pubblica, la tortura viene esercitata in modo sempre più sofisticato per poter essere negata; incombe ovunque un inerme si trovi nelle mani del più forte: nelle carceri, nei reparti psichiatrici, nei campi per gli stranieri, negli ospizi, nei centri per disabili, negli istituti per minori. E l’assenza di un reato la favorisce.

Praticata ancora, dietro le quinte, la tortura rende illegittimo lo Stato e mina dall’interno la democrazia. Un libro indispensabile per comprendere la questione della tortura in tutta la sua drammatica attualità politica.

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Sull'autore

Donatella Di Cesare

Donatella Di Cesare è professore ordinario di Filosofia teoretica alla Sapienza Università di Roma. È una delle filosofe più presenti nel dibattito pubblico italiano e internazionale, sia accademico sia mediatico. Tra i suoi ultimi libri: Terrore e modernità (2017) e Marrani. L’altro dell’altro (2018). Presso Bollati Boringhieri ha pubblicato Israele. Terra, ritorno, anarchia (2014), Heidegger e gli ebrei. I «Quaderni neri» (2014, n. ed. ampliata 2016), Heidegger & Sons. Eredità e futuro di un filosofo (2015), Tortura (2016), Stranieri residenti. Una filosofia della migrazione (2017), premio Pozzale Luigi Russo, e Sulla vocazione politica della filosofia (2018).

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